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Claudio Guarino


Claudio Guarino

a cura di Giorgio Verzotti

Sabato 4 ottobre, durante la “Giornata del Contemporaneo” organizzata da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la galleria Artra inaugura una mostra di Claudio Guarino, artista multimediale fra i più singolari in Italia, prematuramente scomparso. In occasione della personale, nello stesso giorno verrà presentata al pubblico la monografia dedicata all’artista dall’editore Charta, con testi di Francesco Bernardelli e di Giorgio Verzotti, che è anche curatore della mostra.

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Le loro osservazioni ci aiutano a cogliere la complessità del lavoro dell’artista napoletano, anche se sfortunatamente ci sono rimaste solo le premesse. Scrive Bernardelli: “Il progetto di performance di Claudio Guarino si modella secondo una direzione dove musica e canto lirico – in stretto rapporto con le molteplici forme di recitazione – si intrecciano in un gioco di sconfinamenti dove gli elementi fondamentali, rielaborati e ricombinati con ironia e gusto sicuro, non temono di arrivare a costituire uno spettacolo. La particolare alchimia che si crea fra musiche (composte spesso dall’artista stesso), melodie, giochi di luci e suoni e gli insiemi di personaggi, consegna al tempo presente un’articolata geografia di passioni e di sentimenti (oltre che tutto il relativo vasto repertorio gestuale) che connotano con forza l’attualizzazione contemporanea di figure a-storiche (…) Queste gallerie di figure vengono assorbite fin dalla giovane età da Guarino, che le reimmette in un quadro più vasto dove riescono a convivere personaggi da melodramma popolare, figure da opera romantica e apparizioni da teatro d’avanguardia. Tali figure sono attualizzate poi dentro uno spazio e un tempo “altro”: quello dell’evento performativo in tempo reale nella galleria d’arte, in un museo oppure in una chiesa barocca.”
In mostra vengono riproposte in monitor le registrazioni delle performance di Guarino insieme alle fotografie a colori tratte da queste; i video veri e propri, fra cui alcuni già presentati in occasione di mostre personali alla galleria Artra, e lavori fotografici e oggettuali autonomi, che documentano le varie direzioni intraprese dall’artista. Vengono presentati anche alcuni lavori rimasti allo stadio di abbozzo audiovisivo. Pur nella parzialità della selezione, la mostra si presenta come una piccola retrospettiva capace di farci capire la personalità poliedrica e gli interessi multiformi di Claudio Guarino.
Come ricorda Verzotti nel volume di Charta: “Il mio primo approccio con lui è avvenuto per telefono: mi era arrivato un comunicato stampa della Victoria Miro Gallery, a quel tempo ancora situata in Cork Street. Annunciava una performance “operatic “ di Claudio Guarino, e mi è sembrato curioso che un giovane artista si occupasse dell’opera lirica e del suo linguaggio, così gonfio di retorica ma anche così avvincente. Gli ho telefonato quello stesso giorno, dal mio ufficio al Castello di Rivoli, e da allora è iniziata una collaborazione che è sfociata in una performance presso la galleria Artra di Milano e in una mostra collettiva di video, curata da Francesco Bernardelli, proprio a Rivoli. Non abbiamo fatto in tempo a fare altro, insieme.” 

Le loro osservazioni ci aiutano a cogliere la complessità del lavoro dell’artista napoletano, anche se sfortunatamente ci sono rimaste solo le premesse. Scrive Bernardelli: “Il progetto di performance di Claudio Guarino si modella secondo una direzione dove musica e canto lirico – in stretto rapporto con le molteplici forme di recitazione – si intrecciano in un gioco di sconfinamenti dove gli elementi fondamentali, rielaborati e ricombinati con ironia e gusto sicuro, non temono di arrivare a costituire uno spettacolo. La particolare alchimia che si crea fra musiche (composte spesso dall’artista stesso), melodie, giochi di luci e suoni e gli insiemi di personaggi, consegna al tempo presente un’articolata geografia di passioni e di sentimenti (oltre che tutto il relativo vasto repertorio gestuale) che connotano con forza l’attualizzazione contemporanea di figure a-storiche (…) Queste gallerie di figure vengono assorbite fin dalla giovane età da Guarino, che le reimmette in un quadro più vasto dove riescono a convivere personaggi da melodramma popolare, figure da opera romantica e apparizioni da teatro d’avanguardia. Tali figure sono attualizzate poi dentro uno spazio e un tempo “altro”: quello dell’evento performativo in tempo reale nella galleria d’arte, in un museo oppure in una chiesa barocca.”

In mostra vengono riproposte in monitor le registrazioni delle performance di Guarino insieme alle fotografie a colori tratte da queste; i video veri e propri, fra cui alcuni già presentati in occasione di mostre personali alla galleria Artra, e lavori fotografici e oggettuali autonomi, che documentano le varie direzioni intraprese dall’artista. Vengono presentati anche alcuni lavori rimasti allo stadio di abbozzo audiovisivo. Pur nella parzialità della selezione, la mostra si presenta come una piccola retrospettiva capace di farci capire la personalità poliedrica e gli interessi multiformi di Claudio Guarino.

Come ricorda Verzotti nel volume di Charta: “Il mio primo approccio con lui è avvenuto per telefono: mi era arrivato un comunicato stampa della Victoria Miro Gallery, a quel tempo ancora situata in Cork Street. Annunciava una performance “operatic “ di Claudio Guarino, e mi è sembrato curioso che un giovane artista si occupasse dell’opera lirica e del suo linguaggio, così gonfio di retorica ma anche così avvincente. Gli ho telefonato quello stesso giorno, dal mio ufficio al Castello di Rivoli, e da allora è iniziata una collaborazione che è sfociata in una performance presso la galleria Artra di Milano e in una mostra collettiva di video, curata da Francesco Bernardelli, proprio a Rivoli. Non abbiamo fatto in tempo a fare altro, insieme.” 

 

04 ottobre - 30 ottobre 2008