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			<title>ARTRA - Arte Contemporanea Milano </title>
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			<description>ARTRA - Arte Contemporanea Milano - RSS Feed </description>
			<language>en</language>
			<copyright>ARTRA - Arte Contemporanea Milano 2006</copyright>
			<ttl>120</ttl><item>  
	<title>ARTRA @ SCOPE Basel - 2013</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/artra-scope-basel-20131.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Solo Show by BLUE&amp;JOY</p>  <img class="group" src="assets/images/bluejoy/SCOPE.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 07:51:49 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/artra-scope-basel-20131.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Artrissima</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/artrissima.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY">opening sabato 6 aprile con apertura straordinaria fino alle 23</p>
<div id="_mcePaste" style="line-height: 150%; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">ARTRISSIMA 1, prima edizione di una rassegna che si pone come un inedito display per la conoscenza delle varie discipline artistiche, attraverso le posizioni radicali attuate dagli stessi artisti nelle loro ricerche, presentandone cos&igrave; una originale campionatura.</div>
<div id="_mcePaste" style="line-height: 150%; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il titolo &egrave; un neologismo ideato per questa mostra, dove l&rsquo;uso del superlativo assoluto che tanto appartiene al lessico contemporaneo, esprime la qualit&agrave; al suo massimo grado, senza nessun confronto e, stavolta ARTRA, da contenitore si presta ad essere un aggettivo dello stesso Group Show per denotarne e connotarne le scelte, e proprio la desinenza ne evidenzia la straordinariet&agrave;.</div>
<div id="_mcePaste" style="line-height: 150%; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">&nbsp;ARTRISSIMA 1 avr&agrave; un privilegiato focus sulla pittura, attraverso i vari protagonisti: dalla sintesi pittorica di Marco Neri nelle sue geometriche composizioni; allo stile paesaggistico nel paesaggio green, astratto e mentale di Valentina D&rsquo;Amaro e la libera pratica pittorica di Lorenza Boisi, linkata in un dialogo aperto di interazione poetica con le sue ceramiche. LG Williams/Estate of &nbsp;LG Williams che concettualmente azzera nel suo possesso molte opere storiche, avr&agrave; una &ldquo;emotica&rdquo; tela che nell&rsquo;iterato smile ammicca alle continue connessioni comunicative.</div>
<div id="_mcePaste" style="line-height: 150%; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Brigitte Niedermair, sigilla lo spirito del tempo nella fotografia, e nella fotografia cattura la curva del silenzio e dell&rsquo;assenza, spingendoci in una ritrovata sacralit&agrave; dell&rsquo;immagine stessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="line-height: 150%; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il focus sulla scultura &egrave; presente nella scelta del monumentale con la stella di Angelo Plessas, (ideata per la citt&agrave; di Milano) nella sua indagine fra virtuale e reale; con i bassorilievi musivi di pillole e negli allumini accartocciati e sprayati di Blue and Joy per i loro manifesti continui del &ldquo;today&rdquo;; nelle vanitas contemporanee di Michele Chiossi dove rilegge topos, mood e icone, &nbsp;nella combinazione dei vari materiali, fra cui marmo, acciaio e neon; nelle strutture minimaliste, spaziali, &ldquo;anti scultoree&rdquo; di Filippo Manzini che realizzer&agrave; un lavoro site specific, e allo stesso modo interagir&agrave; anche Traslochi Emotivi, che &nbsp;nello spazio e nella mostra, veicoler&agrave; la propria mission, un chiaro manifesto dell&rsquo;agire rivelato dal suo stesso nome.&nbsp;</div>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="line-height: 15px;">ARTRISSIMA 1, prima edizione di una rassegna che si pone come un inedito display per la conoscenza delle varie discipline artistiche, attraverso le posizioni radicali attuate dagli stessi artisti nelle loro ricerche, presentandone cos&igrave; una originale campionatura.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/artrissima/VDAmaroST2013oliosutela40x52cm.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:33:19 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/artrissima.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Jaan Toomik</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/jaan-toomik.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>La Galleria Artra &egrave; lieta di annunciare l&rsquo;apertura della nuova stagione espositiva con la mostra RUN di Jaan Toomik, prima retrospettiva italiana del pi&ugrave; importante artista estone, prodotta in collaborazione con il Centro per le Arti Contemporanee dell&rsquo;Estonia di Tallin. Presente in Italia in pi&ugrave; occasioni, dalla Biennale di Venezia del 2003 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2003 e 2008), dalla mostra Istant Europe a Villa Manin fino a Progressive Nostalgia al Museo Pecci, Jaan Toomik torna in Italia con una mostra interamente dedicata a molti anni del suo lavoro.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="white-space: pre;"><em>scroll down for english text and biography</em></span></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Nell&rsquo;ultimo video RUN (2011), che d&agrave; il titolo all&rsquo;esposizione milanese, qualcosa di opposto al lavoro che lo ha reso noto nel &rsquo;95, Dancing Home, sembra accadere. Quello che l&agrave; era un rumore di fondo, a frequenze basse e continuo, del motore di una nave sulle rotte del mar baltico qui &egrave; ridotto al silenzio totale di un aerodromo vuoto e abbandonato. In questa sorta di cavea teatrale non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; alcuna danza rituale che possa sintonizzarsi con l&rsquo;associazione tra il rumore e il ritmo cardiaco che l&igrave; veniva ad istaurarsi. C&rsquo;&egrave; piuttosto un&rsquo;eco sorda di piedi che prima battono a terra, poi di passi che, da un momento all&rsquo;altro, tendono ad accelerarsi in una corsa per poi smorzarsi nell&rsquo;interno del canale buio di un hangar: in modo brusco, quasi fosse il preludio di un</div>  <img class="group" src="assets/images/jaantoomik/PastedGraphic.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 08:12:35 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/jaan-toomik.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>MAMMONA</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/mammona.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="margin-bottom: 0cm; page-break-inside: avoid; widows: 0; orphans: 0; page-break-after: avoid; text-align: justify;">opening luned&igrave; 11 giugno 2012 ore 18</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; page-break-inside: avoid; widows: 0; orphans: 0; page-break-after: avoid; text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; text-align: justify;">Partendo da questo concetto, nasce la mostra "Mammona", nuova personale di Angelo Sarleti, che inaugurer&agrave; luned&igrave; 11 giugno alla galleria Artra, con testi di Elvira Vannini, Marco Tagliaferro e Valerio Borgonuovo.</div>
<p style="margin-bottom: 0cm; page-break-inside: avoid; page-break-after: avoid; text-align: justify;">Bio-capitalismo &egrave; la definizione che molti studiosi ritengono pi&ugrave; appropriata per definire le caratteristiche dell&rsquo;attuale sistema economico, volendo indicare come i processi di finanziarizzazione, abbiano attivato dinamiche speculative in ogni ambito della nostra vita quotidiana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; page-break-inside: avoid; page-break-after: avoid; text-align: justify;">Partendo da questo concetto, nasce la mostra "Mammona", nuova personale di Angelo Sarleti, che inaugurer&agrave; luned&igrave; 11 giugno alla galleria Artra, con testi di Elvira Vannini, Marco Tagliaferro e Valerio Borgonuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/sarleti/currency2012fogliaorosupiombo30cm.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 03:39:25 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/mammona.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Presentazione del Film di Deimantas Narkevicius &quot;Restricted Sensation&quot;</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/presentazione-del-film-di-deimantas-narkevicius-restricted-sensation.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Luned&igrave; 19 marzo ore 18:30</p>
<p>MULTISALA CENTRALE, Milano, via Torino 30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Restricted Sensation</p>
<p>un film di Deimantas Narkevicius</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Galleria Artra &egrave; lieta di annunciare la premi&egrave;re italiana di Restricted Sensation, ultima opera filmica di Deimantas Narkevicius, tra i maggiori artisti della scena lituana contemporanea e internazionale. Il film gi&agrave; selezionato per l&rsquo;ultima edizione della Berlinale e del Rotterdam Film Festival, sar&agrave; presentato in doppia proiezione luned&igrave; 19 marzo presso la Multisala Centrale di Milano.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Al termine della prima proiezione seguir&agrave; una discussione tra l&rsquo;artista Deimantas Narkevicius e il curatore Marco Scotini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver realizzato importanti film dedicati alla storia politica dell&rsquo;ex blocco socialista, ormai ritenuti unanimamente dei capolavori come Once in the XX Century (2004), Narkevi?ius torna ora al cinema con un&rsquo;opera completamente nuova. Nonostante la storia e la memoria siano ancora il centro tematico dell&rsquo;interesse dell&rsquo;artista (in questo caso quella della condizione gay sotto il regime sovietico) in Restricted Sensation non compaiono documenti o found footage ma il film fa ricorso alla sceneggiatura e al registro della fiction.</p>
<p>Nonostante tutto la fiction di Restricted Sensation va considerata non tanto una scelta stilistica quanto, ancora una volta, un documento: quello dell&rsquo;assenza di testimonianze dirette o materiali originali sull&rsquo;identit&agrave; sessuale che, per veto o timore, continuano ad essere sottratti all&rsquo;opinione pubblica lituana. Protagonista &egrave; qui un giovane aspirante direttore di teatro a Vilnius che viene allontanato dall&rsquo;incarico a causa del sospetto sul suo orientamento sessuale.</p>
<p>Lituania 1970. Restricted Sensation racconta la profonda e sistematica omofobia del regime sovietico attraverso l&rsquo;esperienza di un singolo personaggio ma il film intende fare riferimento al pi&ugrave; vasto sistema di controllo e di normalizzazione che il regime esercitava sulla libert&agrave; individuale ad ogni livello, per cui era possibile screditare chiunque e creare condotte sociali basate sulla falsit&agrave;. Non &egrave; un caso che il protagonista voglia cambiare alcune regole teatrali e che si assista alla costruzione di un teatro nel teatro con la recitazione di Cechov in sottofondo.</p>
<p>La legge 122 del codice penale sovietico che puniva le relazioni omosessuali o la sorta di processo entro cui si trova intrappolato il protagonista sospettato di essere gay sono solo alcuni degli elementi attraverso cui viene narrata questa storia degli anni &rsquo;70. Un&rsquo;attenzione particolare agli elementi di design, una certa estetica vintage, una certa qualit&agrave; del suono fanno il resto.</p>
<p>Come in molti dei suoi lavori - tra cui Once in the XX Century (2004), Disappearance of a Tribe (2005), The Dud Effect (2008), Into the Unknown (2009) &ndash; a causa della temporalit&agrave; sospesa e della narrativa come metodo di indagine della storia, non sappiamo se si tratti di avvenimenti realmente accaduti o appartenuti a un immaginario di propaganda. Narkevicius crea sempre una &ldquo;zona di indeterminatezza&rdquo; tra il reale e il possibile, sia nella forma che nel contenuto. Questa zona d&rsquo;indecidibilit&agrave; usa la memoria, individuale e collettiva, come punto di partenza, senza mai fornire certezze.</p>
<p>Deimantas Narkevicius, nato nel 1964 in Utena (Lituania), vive e lavora a Vilnius. Formatosi inizialmente come scultore, si &egrave; poi concentrato soprattutto sulla narrazione attraverso video e film. Al centro del suo lavoro, l&rsquo;investigazione su come la storia &egrave; percepita e i meccanismi che la trasformano, a partire da differenti utopie e ideologie. Narkevi?ius esplora il passato degli stati dell&rsquo;ex-blocco sovietico usando found footage e narrative autobiografiche. I suoi film si strutturano intorno a riflessioni su fatti specifici e curiosit&agrave; storiche, spesso legate alle recenti vicende della Lituania e al passato socialista dei paesi sotto il regime sovietico. Tra gli artisti lituani pi&ugrave; importanti e ampiamente riconosciuti nella scena dell&rsquo;arte contemporanea, &egrave; emerso a notoriet&agrave; internazionale nel 2001 quando ha rappresentato la sua nazione alla 49&deg; Biennale di Venezia. Ha partecipato a Manifesta 2 (1998), alla 50&deg; Biennale di Venezia (2003), alla Istanbul Biennial (2009), alla Baltic Triennial (2009), alla Biennale di Sao Paulo (2010). La mostra The Unanimous Life che rappresenta la pi&ugrave; ampia retrospettiva sull&rsquo;opera di Deimantas Narkevi?ius si &egrave; svolta in alcune importanti istituzioni dal Museo Reina Sofia, al Van Abbemuseum e alla Kunsthalle di Berna.</p>
<p>Deimantas Narkevicius ritorna a Milano ad un anno dalla sua ampia retrospettiva presso la Galleria Artra. Lo screening programme &egrave; organizzato dalla Galleria Artra in collaborazione con NABA &ndash; Nuova Accademia Belle Arti Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MULTISALA CENTRALE, Milano, via Torino 30</p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/Narkevicius/restrictedsensation-narkevicius.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 04:18:37 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/presentazione-del-film-di-deimantas-narkevicius-restricted-sensation.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Oliver Ressler</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/oliver-ressler1.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">inaugurazione 28 febbraio 2012 ore 18,30</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">18 febbraio 15 aprile 2012</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">aperto dal marted&igrave; al sabato</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">10.30 13.00 / 13.00 19.00</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">&nbsp;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">&nbsp;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">La galleria Artra &egrave; lieta di annunciare la mostra &nbsp;di Oliver Ressler: After the Crisis is before the Crisis, a cura di Marco Scotini. Terzo appuntamento dell&rsquo;artista austriaco con la citt&agrave; di Milano</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">La pratica artistica di Oliver Ressler che in termini formali si avvale di film, documentari, fotografie, testi e installazioni, volge ad esplorare il contesto delle crisi politiche, sociali ed economiche. L&rsquo;artista in questa mostra, affronta i punti di partenza e le implicazioni della crisi finanziaria ed economica cos&igrave; come i difetti di fondo che il modello di democrazia parlamentare ha rivelato con la crisi.</div>
<p>inaugurazione 28 febbraio 2012 ore 18,30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al suo terzo appuntamento con la Galleria Artra, Oliver Ressler torna a Milano con un&rsquo;esaustiva personale dal titolo After the Crisis is before the Crisis. La mostra, che si apre marted&igrave; 28 febbraio, &egrave; il secondo step di un progetto appena iniziato presso Basis a Francoforte e destinato a svilupparsi in pi&ugrave; tappe. Dopo la proiezione di quattordici metri dell&rsquo;ultima mostra (chi non la ricorda?), l&rsquo;artista viennese presenta ora una serie di lavori nati negli ultimi due anni.</p>
<p>Come sempre in presa diretta con il presente, anche questo nuovo progetto di Oliver Ressler ha al suo centro uno dei temi pi&ugrave; delicati e urgenti di oggi quale la crisi del capitalismo finanziario. Ma nel caso di Ressler la questione non &egrave; nuova. Potremmo addirittura considerare il suo intero lavoro come una sorta di anticipazione critica, se non una vera e propria premessa, dell&rsquo;attuale situazione cos&igrave; come delle forme e dei soggetti che l&rsquo;accompagnano. E non solo considerando la sua ricerca semiotica sotto il profilo della pratica artistica ma anche per il carattere d&rsquo;azione politica a cui essa si conforma: attraverso modalit&agrave; di controinformazione e movimento. La pratica multidisciplinare di Ressler riconduce sempre ad una zona di indecidibilit&agrave; tra estetica e politica.</p>
<p style="text-align: right;"><em>english text below</em>
</p>  <img class="group" src="assets/images/ressler/The_Bull_Laid_Bear_13.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:32:37 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/oliver-ressler1.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Double Act #1</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/double-act-1.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">solo show: In media e ultima ragione, Marco La Rosa&nbsp;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">screening: Is It Really Now?, Pietro Mele, NoiSeGrUp, Emma Ciceri, Serena Porrati, Lucia Barbagallo, Mauro Cossu, Marcello Tedesco.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Artra presenta il primo Double Act la cui curatela &egrave; affidata a Dario Bonetta. Gli spazi della galleria sono invasi da opere di numerosi artisti la cui espressivit&agrave; usa strumenti agli antipodi gli uni dagli altri. Il primo atto riguarda infatti l'installazione della scultura Untitled (?) di Marco La Rosa; in contemporanea un video screening coinvolge alcuni artisti in cui il tema del tempo &egrave; dominante e strutturale la propria poetica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&nbsp;</div>
<p style="text-align: justify;">solo show: "In media e ultima ragione", Marco La Rosa.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">screening: "Is It Really Now?", Pietro Mele, NoiSeGrUp, Emma Ciceri, Serena Porrati, Lucia Barbagallo, Mauro Cossu, Marcello Tedesco.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Artra presenta il primo Double Act la cui curatela &egrave; affidata a Dario Bonetta. Gli spazi della galleria sono invasi da opere di numerosi artisti la cui espressivit&agrave; usa strumenti agli antipodi gli uni dagli altri. Il primo atto riguarda infatti l'installazione della scultura Untitled (phi) di Marco La Rosa; in contemporanea un video screening coinvolge alcuni artisti in cui il tema del tempo &egrave; dominante e strutturale la propria poetica.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/doubleact1.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:47:46 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/double-act-1.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>TRENTATRE</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/trentatre.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>La galleria Artra in occasione dei suoi 33 anni di attivit&agrave; espone 33 opere che rappresentano, seppur parzialmente, il percorso dal 1978 ad oggi. Oltre ad evidenziare il mutare e il succedersi dei movimenti artistici la mostra sottolinea le pi&ugrave; importanti collaborazioni della galleria, avute ed in corso, con artisti nazionali e internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniel Dezeuze, Pino Pinelli, Vincenzo Agnetti, Mario Nigro, Gianni Asdrubali, Alberto Garutti, Jean Luc Vilmouth, Marc Bijl, Meschac Gaba, Jemima Stehli, John Hilliard, Ion Grigorescu, Iosif Kiraly, Pavel Braila, Koka Ramishvili, Gianni Motti, Vedovamazzei, Yuan Shun, Alejandro Vidal, Francesco Jodice, &nbsp;Oliver Ressler &hellip;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/33grigioleggerocopy.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 06:01:06 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/trentatre.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Armando Lulaj</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/armando-lulaj1.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="text-align: right;"><em>english version below<br /></em></p>
<p>Con
la mostra <em>Nessuna Piet&agrave;</em> l&rsquo;artista albanese Armando Lulaj torna presso la
Galleria Artra dopo la sua prima personale del 2006. La mostra, che inaugura
luned&igrave; 21 marzo, &egrave; un ulteriore appuntamento con la scena artistica est-europea
a cui la Galleria Artra ha deciso di dedicare la stagione espositiva in corso.
Dopo le personali di Koka Ramishvili, Pavel Braila e Deimantas Narkevicius,
quella di Armando Lulaj non &egrave; tanto una riflessione sulla difficile eredit&agrave; del
passato socialista quanto una registrazione del trauma dell&rsquo;incontro con il
presente.</p>
<p>Reduce
dall&rsquo;ultima Biennale di Berlino, Armando Lulaj (Tirana, 1980) &egrave; da sempre
l'autore di una messa in scena dell&rsquo;antagonismo e delle dinamiche della
competizione: del loro &ldquo;sistema di crudelt&agrave;&rdquo;. La visualizzazione lucida del
conflitto tra rapporti di forza e relazioni di potere &egrave; al centro della sua
pratica artistica. Dietro i suoi simboli plastici dell'autorit&agrave;, l'enigmaticit&agrave;
delle sue foto e dei suoi video, cos&igrave; come dietro le allegorie violente delle
sue azioni performative c'&egrave; sempre un <em>gap</em>, uno scarto, qualcosa di
indeterminato che va decifrato.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>  <img class="group" src="assets/images/lulaj/THE_OTHER_ONE.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 08:14:56 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/armando-lulaj1.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Francesco Jodice</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/francesco-jodice.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Inaugurazione Luned&igrave; 23 Maggio, 2011, ore 18.30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>english text below</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 23 maggio inaugura alla Galleria
Artra la mostra personale di Francesco Jodice. In galleria &egrave; presentato il
percorso tra arte e geopolitica dell&rsquo;artista napoletano (1967), che da anni
vive a Milano. Nella parte principale dello spazio saranno in mostra alcune
fotografie da <em>What we want</em>,&nbsp; la serie alla quale Jodice lavora dal 1998.
Nelle altre zone della galleria sono i video, proposti all&rsquo;interno di
televisori, <em>The Morocco Affair</em> e un
capitolo tratto dal film <em>Sao Paulo
Citytellers</em>. La mostra &egrave; a cura di Angela Madesani, che &egrave; anche curatrice
del nuovo libro di Francesco Jodice, <em>I
have seen this place before</em> (Dalai <em>editore</em>).</p>  <img class="group" src="assets/images/Jodice/FrancescoJodice,Attheendoftheworld,01,2011low.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:36:41 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/francesco-jodice.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>The Superficial Essence of a Deep Appearance</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/the-superficial-essence-of-a-deep-appearance.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>visite: dal marted&igrave; al sabato dalle 11 alle 19.</p>
<p>La Galleria ARTRA &egrave; lieta di annunciare la presentazione della mostra<strong><em>&nbsp;The Superficial Essence of a Deep Appearance,</em></strong>&nbsp;prima personale italiana che racchiude la ricerca degli ultimi due anni,&nbsp;&nbsp;&nbsp;dei Blue and Joy che si terr&agrave; dal 16 gennaio 2013 al 16 febbraio 2013, a cura di Chiara Guidi.</p>
<p>Blue and Joy (Fabio Le Fauci, Milano, 1977; e Daniele Sigalot, Roma, 1976) sono un progetto artistico e un singolare caso &ldquo;media events&rdquo; nato dalle storie dei loro omonimi pupazzi, figure emotiche di cartoon che delle pagine dei libri, ai wall paintings della street art, hanno espresso mood generazionali, e gi&agrave; nella loro sagomata fisionomia (lacrime come apostrofi, braccia alzate esaltanti, cuore crackato,) tracciavano nei sentimenti generazionali e digitalizzati da social network, i loro appelli, ovvero continue petizioni ai loro sogni.</p>  <img class="group" src="assets/images/bluejoy/IMG_4503.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 08:26:24 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/the-superficial-essence-of-a-deep-appearance.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Deimantas Narkevicius</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/deimantas-narkevicius.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="text-align: left;">15 dicembre 2010 - 18 febbraio 2011</p>
<p style="text-align: left;">Gioved&igrave; 10 febbraio 2011, ore 18.00, presso NABA (via Darwin, 20 Milano), incontro con Deimantas Narkevicius per il ciclo di conferenze "Politiche della Memoria #3".</p>
<p><em>&ldquo;Ogni monumento ha
un intrigante passato aperto a differenti interpretazioni. Un cambiamento del
clima ideologico &egrave; sufficiente per rivelare la manipolazione o semplicemente la
creativit&agrave; immaginativa che sta dietro il fatto storico che esso immortala." (</em>Deimantas Narkevicius<em>).<br /></em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>for english text scroll down<br /></em></p>
<p style="text-align: justify;">Giunta al suo terzo appuntamento della nuova stagione espositiva con artisti della ex Europa dell&rsquo;Est, la Galleria Artra inaugura ora la prima personale italiana di uno dei suoi maggiori rappresentanti a livello internazionale. La mostra Getting a Lost Tune di Deimantas Narkevicius, che apre al pubblico marted&igrave; 15 dicembre, &egrave; la prima ampia retrospettiva che viene dedicata al noto artista lituano in Italia. Dopo aver esposto nei maggiori musei internazionali e alle principali biennali di tutto il mondo - da Venezia a S&atilde;o Paulo - Deimantas Narkevicius (Utena, 1964) viene finalmente presentato al pubblico italiano.&nbsp;&nbsp; <br /><br />Assieme ad altre cinque proiezioni monumentali concepite da Deimantas Narkevicius lungo il corso degli ultimi dieci anni e ormai ritenute unanimamente dei capolavori come Once in the XX Century del 2004, nella mostra milanese viene presentato il suo ultimo lavoro Ausgetr&auml;umt (2010). Ed &egrave; questo nuovo lavoro che d&agrave; origine, anche se indirettamente, al titolo generale dell&rsquo;esposizione, Getting a Lost Tune. Soggetto del film &egrave; infatti una band di cinque teenagers alle prime armi, che iniziano la loro avventura musicale a Vilnius con l&rsquo;aspettativa di un futuro successo che non sappiamo quando e se mai arriver&agrave;.&nbsp;&nbsp; <br /><br />La &ldquo;melodia persa&rdquo;, tuttavia, a cui fa riferimento il titolo non &egrave; tanto un motivo musicale quanto, e pi&ugrave; ampiamente, l&rsquo;innocenza o la condizione di ingenuit&agrave;: quello stato larvale o indeterminato in cui ogni cosa &egrave; ancora possibile prima di trasformarsi in esperienza e storia. E proprio il rapporto tra innocenza e Storia, con la S maiuscola, &egrave; al centro di tutto il lavoro di Narkevicius: e la storia coincide qui con quella del passato Socialista, ma il termine potrebbe essere esteso al pi&ugrave; generale fallimento dell&rsquo;utopia modernista. Il tentativo di riportare ad un grado zero le occasioni perdute della storia &egrave; stata la cifra forte dell&rsquo;opera dell&rsquo;artista lituano. E la &ldquo;ripetizione&rdquo;, attraverso materiali d&rsquo;archivio e found footage, ne &egrave; stato il metodo privilegiato. <br /><br />La parola &ldquo;Ausgetr&auml;umt&rdquo; &egrave; un termine tedesco intraducibile che indica il momento prima del risveglio. Dunque come ha affermato Deimantas Narkevicius in un intervista con Marco Scotini: &ldquo;si tratta dello stato tra il sogno e la realt&agrave;. Uno stato di limbo privo di esperienza, tipico dei giovani, che &egrave; desiderabile quando uno si avvia a creare qualcosa da zero, senza voler ripetere neanche la pi&ugrave; piccola delle precedenti scoperte. Ci&ograve; somiglia al montaggio di un film che non presuppone necessariamente una linea narrativa prefissata. La struttura deve essere ravviata ogni volta di nuovo. E lo scenario ideale dovrebbe essere quello di cominciare da una pagina vuota, senza sentimenti e esperienze inutili&hellip;Questo sarebbe desiderabile. Ma, purtroppo, &egrave; ancora un&rsquo;utopia&rdquo;.<br /><br />Come non&nbsp; richiamare qui il tempo rovesciato di Once in the XX Century (2004) per cui un busto di Lenin, contrariamente ai fatti, viene re-installato sul suo piedistallo? Oppure, come non ricordare i volti felici dei personaggi anonimi delle foto in bianco e nero di Disappearance of a Tribe (2005), la simulazione del lancio missilistico sovietico in The Dud Effect (2008) o il popolo operativo di Into the Unknown (2009)? Tutte opere, tra l&rsquo;altro, presenti nella mostra milanese. Non sappiamo se tutto questo &egrave; vero o falso, se sia accaduto o sia appartenuto ad un immaginario di propaganda. Narkevicius crea sempre una &ldquo;zona d&rsquo;indecidibilit&agrave;&rdquo; tra il reale e il possibile sia nella forma che nel contenuto. Non &egrave; infatti certo se ci&ograve; che vediamo sia una fiction o un documentario oppure se il passato si sia definitivamente compiuto, una volta per tutte. Solo cos&igrave; &egrave; possibile restituire a ci&ograve; che &egrave; stato la sua possibilit&agrave;, non trasformare il passato in Monumento. In questo senso la memoria in Narkevicius non &egrave; mai un dato obiettivo ma &egrave; sempre un atto politico.</p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;">Galleria ARTRA has come to the third appointment in its new exhibition season of artists from former Eastern-bloc Europe, and is presenting the first Italian solo show of one of its major internationally known representatives. Deimantas Narkevicius' exhibition, Getting a Lost Tune, which opens to the public on Tuesday, 15 December, is the first comprehensive retrospective in Italy to be dedicated to the famous Lithuanian artist. After exhibiting in major international museums and the principal biennials around the world &ndash; from Venice to S&atilde;o Paulo &ndash; Deimantas Narkevicius (Utena, 1964) will at last be introduced to the Italian public.<br /><br />Together with five other monumental projections that Deimantas Narkevicius has conceived over the course of the last ten years &ndash; all unanimously considered masterpieces; for example, Once in the XX Century from 2004 &ndash; the Milan exhibition will also contain his latest work Ausgetr&auml;umt (2010). Indeed it is this new work that has led, albeit indirectly, to the overall title of the exhibition, Getting A Lost Tune. The subject of the film is, in fact, a band of five teenagers just starting out on their musical adventure in Vilnius, and hoping for future success, the outcome of which we do not know.<br /><br />However, the 'lost tune' the title refers to is not so much a musical motif as the more general condition of innocence or naivet&eacute;: the larval or indeterminate stage when everything is still possible before becoming experience and history. It is the relationship between innocence and History with a capital H that is at the heart of all of Narkevicius' work: here history coincides with that of the Socialist past, but the term could be extended to the more general failure of modernist utopia. The attempt to return history's lost opportunities to level zero has been the major theme in the Lithuanian artist's work. And 'repetition', in the form of archival material and found footage, has been the preferred method.<br /><br />The word 'Ausgetr&auml;umt' is an untranslatable German word that means the moment before waking. As Deimantas Narkevicius said in an interview with Marco Scotini: 'it is the state between dream and reality. A state of limbo, free from experience and typical of young people, one that is desirable when someone is going to create something from scratch without repeating even the smallest of earlier discoveries. It resembles a film montage that does not necessarily presuppose a consistent narrative line. The structure has to be rearranged again and again. And the ideal scenario would be to start from a blank page, without unnecessary sentiments and experiences... This would be desirable. Yet, regrettably, it is a utopia.'<br /><br />It is possible not to recall the inverted time in Once in the XX Century (2004) in which, contrary to the facts, a bust of Lenin is re-installed on its pedestal? And how can we forget the happy faces of the anonymous characters in the black and white photos of Disappearance of a Tribe (2005), or the simulation of a Soviet missile launch in The Dud Effect (2008), or again, the working people in Into the Unknown (2009)? All these works are, among others, included in the Milan show. We do not know whether all this is true or false, whether it really happened or was part of fictional propaganda. Narkevicius always creates an 'unascertainable zone' between the real and the possible, both in form and in content. In fact, it is not certain if what we see is fiction or a documentary, or if the past is definitely over, once and for all. Only in this way is it possible to give back to the past what was once its possibility, and not transform it into a Monument. In this sense, memory for Narkevicius is never an objective fact but always a political act.</p>  <img class="group" src="assets/images/Narkevicius/006666_copy_copy.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 10:05:28 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/deimantas-narkevicius.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Virtual Snapshot</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/virtual-snapshot.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>ARTRA &egrave; lieta di presentare la prima mostra
a Milano degli artisti Matteo Antonini (Vigevano, 1984) e Stefano Spera (Monza,
1983), un progetto a quattro mani intitolato <strong><em>Virtual Snapshot</em></strong>
appositamente studiato per uno degli spazi della galleria.</p>
<p>Diplomati entrambi all&rsquo;Accademia di Belle
Arti di Brera con una tesi congiunta, dal titolo emblematico &ldquo;Ricordi
dimenticati. La lotta del doppio&rdquo;, i due giovani artisti hanno voluto costruire
un progetto espositivo mettendo in scena il substrato culturale che anima le
loro ricerche: l&rsquo;idea che si possa assemblare e incastrare immagini reali e
fittizie secondo la meccanica del virtuale, denominatore comune della nostra
percezione mediatica della realt&agrave;.</p>  <img class="group" src="assets/images/antonini_spera.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 09:43:48 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/virtual-snapshot.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Pavel Braila</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/duplicate-of-pavel-braila.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="text-align: justify;">La galleria Artra presenta la prima mostra personale in Italia di Pavel Braila, a cura di Fabiola Naldi e Alessandra Pioselli, che si terr&agrave; dal 9 novembre al 7 dicembre 2010. <br /><br />Artista poliedrico nell&rsquo;uso dei mezzi e linguaggi, dal video alla performance, dal neon alla pittura, Pavel Braila mette al centro della sua ricerca la realt&agrave; della Moldavia nell&rsquo;era post sovietica e la sua incerta identit&agrave;. Come si pronuncia Chisinau? Schischino in francese, Shizinau in tedesco, Kishiniov in russo, ki?i&rsquo;n?w in rumeno e moldavo. A partire dal nome &ldquo;impronunciabile&rdquo; della capitale della Moldavia, il paese d&rsquo;origine di Pavel Braila, si sviluppa il video Chisinau - City Difficult to Pronounce (2010), presentato per la prima volta da Artra e prima parte del progetto Odyssey MD-2010 che l&rsquo;artista sta portando avanti sulla storia di un paese in profonda trasformazione.<br /><br />La Moldavia post sovietica ha smesso di essere raccontata: dal 1986 l&rsquo;Archivio Nazionale del paese, che per lunghi decenni sotto l&rsquo;Unione Sovietica ne ha sistematicamente documentato la vita pubblica e quotidiana attraverso film e fotografie, ha smesso di farlo come se il paese avesse smesso di esistere, fosse scomparso dalla Storia. Il progetto in progress Odyssey MD-2010 intende documentare un anno di vita in Moldavia, per supplire alla rimozione e alle mancanze della memoria della piccola repubblica che negli ultimi venticinque anni ha attraversato radicali cambiamenti.<br /><br />Nell&rsquo;identit&agrave; mutevole di una nazione si rispecchia la difficolt&agrave; di orientare le identit&agrave; dei singoli, e la storia di un paese si riflette nell&rsquo;identit&agrave; personale. Il tema si intreccia nel lavoro di Pavel Braila alla riflessione sui modi di documentare, archiviare e narrare la realt&agrave;. I due livelli si intrecciano continuamente nel suo lavoro e in tutte le opere in mostra fino a toccare l&rsquo;autobiografia, dai neon Fear is shorter than Fervour (2008) e Want (2008) ai video Kick Off (2010) e Recalling event (2001), fino alla serie di dipinti My father&rsquo;s dreams (2008), ironica rappresentazione delle aspirazioni del padre dell&rsquo;artista che l&rsquo;avrebbe voluto, tra le altre cose, astronauta, smascherando nei sogni privati le visioni di un&rsquo;epoca. &nbsp;<br /><br />Pavel Braila &egrave; nato a Chisinau (Moldavia) nel 1971. Vive e lavora tra Chisinau e Berlino. <br />Nel 2002 ha partecipato a&nbsp; Documenta 11 con il video Shoes for Europe.<br />Ha esposto in numerose mostre collettive e personali. Tra le mostre personali: 2010, National Museum Brukenthal, Romania; 2009, Jan Dhaese, Gent; 2008, Yvon Lambert Paris; 2007, Neue Nationalgalerie, Berlin; Stedelijk Museum Schiedam, Schiedam, The Netherlands; Kiasma - Museum of Contemporary Art, Helsinki; 2006 Baltic Art Center, Visby; Galerie Im Taxispalais, Innsbruck; Jan Dhaese, Gent; 2005 MIT List Visual Arts Center, Boston; Baltic Art Center, Visby, Sweden; List Visual Arts Center, Cambridge, Massachusetts USA; 2004, Yvon Lambert, Paris, France; 2003, Kunstbuero, Wien, Austria; 2001 Knstbuero, Vienna.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>segue testo critico di / below critical text by Andris Brinkmanis<br />scroll down for english texts</em></p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/Braila/Chisinau_example-01.tif" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 08:46:07 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/duplicate-of-pavel-braila.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Koka Ramishvili</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/koka-ramishvili1.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="text-align: right;"><em>english text below</em></p>
<p>ARTRA &egrave; lieta di ospitare, dal 20 settembre al 22 ottobre 2010, la mostra di Koka Ramishvili, <em>Double V</em>. L&rsquo;artista, nato a Tbilisi e ora residente a Ginevra, ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2009 come rappresentante dello stato della Georgia.<br />L&rsquo;esposizione, che assumer&agrave; la veste di una vera e propria retrospettiva,&nbsp; coinvolger&agrave; tutti gli spazi della galleria e comprender&agrave;, oltre a proiezioni video, lavori fotografici e acquarelli, una serie di dipinti a olio realizzati appositamente per questa occasione, <em>JARDIN. C&rsquo;est Ce pourquoi nous nous battons.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><br /></em></p>  <img class="group" src="assets/images/ramishvili/dittico1.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 07:52:49 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/koka-ramishvili1.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Lorenzo Tamai</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/lamentarsi-dellacqua-calda.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>L'opera di Lorenzo Tamai (Ravenna, 1984) &egrave; pittura il
cui segno di carattere espressionista, coloratissimo e mai incerto, dona
all'insieme dell'opera forza vitale e fragile reminiscenza magica. Le sue opere
nascono dalla necessit&agrave; di scandagliare la pittura in tutte le sue possibilit&agrave;,
rendendola protagonista senza alcuna mediazione di sorta. Nella apparente
semplicit&agrave; del gesto l'artista racchiude il proprio impulso e nelle opere
espone immaginazioni che nascono da processi che coinvolgono lo spettatore per
la difficolt&agrave; di fissare logiche e coerenze interne. Il lavoro di Tamai &egrave;
impossibile da racchiudere in una definizione, piuttosto &egrave; riconducibile a
tutti quegli artisti la cui opera &egrave; incarnazione di un immaginario i cui
confini nascono pi&ugrave; dalla sensibilit&agrave; emotiva che dall'idea.</p>  <img class="group" src="assets/images/Tamai/insieme1.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 28 May 2010 09:35:50 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/lamentarsi-dellacqua-calda.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Jemima Stehli</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/jemima-stehli1.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p style="text-align: right;"><em>english text by Jemima Stehli below</em></p>
<p>Artra presenta <em>Turn it Round. </em><em>Shela, Makoto, Gaza, Rui, Lucie, Helio, Lewis, Dan</em>, la seconda mostra
personale di Jemima Stehli (1961, vive e lavora a Londra), artista creatrice di
relazioni complesse tra spettatore, fotografo e soggetto rappresentato. Il suo
tratto distintivo &egrave; la riproposizione di opere storicizzate all&rsquo;interno
delle quali Jemima colloca il proprio corpo sia in azioni performative che in
veste d'artista.</p>  <img class="group" src="assets/images/stehli2/installtion_To_my_left_sito.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 07:12:34 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/jemima-stehli1.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Oliver Kochta-Kalleinen &amp; Tellervo Kalleinen</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/duplicate-of-oliver-kochta-kalleinen-and-tellervo-kalleinen.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Autori di progetti complessi e ironici, basati sulla collaborazione e sulla partecipazione di gruppi di persone &ldquo;reclutate&rdquo; tramite il principio dell&rsquo;open call, i Kalleinen coinvolgono pubblico casuale nella produzione di situazioni che inscenano le assurdit&agrave;, le fantasie e gli incubi del quotidiano, e che conducono alla realizzazione di film o video. Per questo motivo i loro progetti hanno una struttura aperta e si svolgono in un lungo lasso di tempo. I film e i video dei Kalleinen sono formati da scene girate in base alle fantasie e ai desideri delle persone che scelgono di farne parte, rispondendo e aderendo agli inviti pubblici lanciati dagli artisti tramite volantini distribuiti per strada.</p>  <img class="group" src="assets/images/Kalleinen/cc_hki_kiasma1.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 07:32:23 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/duplicate-of-oliver-kochta-kalleinen-and-tellervo-kalleinen.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Turn Over</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/turn-over.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Reduce dalle trattative per contendere l'affitto annuale di Guantanamo agli Stati Uniti presso il Centre Culturel Suisse di Parigi, Gianni Motti approda ora a Milano con una nuova 'iniziativa' a sorpresa. Essere 'nel luogo sbagliato al momento giusto' e' la strategia che informa ogni suo progetto per cui recentemente lo abbiamo visto alla televisione francese, incappucciato e legato alla maniera dei prigionieri iracheni, nelle gradinate del Roland-Garros.<br />Gianni Motti e' sicuramente un autore politico per costituzione, se con questo termine si indica chi si caratterizza per la partecipazione alla vita sociale e alla sfera pubblica. Dietro il gioco irriverente e le situazioni assurde che, ogni volta, si diverte a provocare, la pratica artistica di Motti e' precisa: esatta. Sia che rivendichi, alla maniera dei terroristi, un terremoto a Los Angeles, sia che inviti ad assistere alla caduta di meteoriti o ad un'eclissi lunare, la sua attitudine e' quella che, piu' di ogni altra, si qualifica politicamente<br /><br /></p>  <img class="group" src="assets/images/Motti/turn_overjpg.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 09:55:49 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/turn-over.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Cusy Job</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/cusy-job.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Nello slang degli immigrati asiatici a New York l'espressione Cuchy Job designa il lavoro nero, ma pagato "bene".<br />Le opere raccolte in Cuchy Job sono accomunate dalla rappresentazione di un aspetto ignoto se non rimosso dell'arte contemporanea. In una prospettiva materialista si guarda al lavoro necessario per la produzione dell'arte e si mostrano le condizioni materiali, i rapporti sociali alla base di questa produzione. L'esposizione, descrivendo le condizioni materiali di produzione dell'arte in forma di merce, rende visibile la divisione sociale del lavoro alla base del processo produttivo, la suddivisione di questo processo produttivo in compiti occultati e subordinati al trionfo dell'artista sul mercato.</p>  <img class="group" src="assets/images/Motti/gianni-motti_cusy-job.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 09:25:31 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/cusy-job.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>OCTOBER, uscita, desiderio, memoria</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/october.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>&rdquo;Ottobre&rdquo;,
il titolo della mostra a cura di Marco Scotini e Andris Brinkmanis, non solo
intende ricordare volutamente il titolo del noto film di Sergei Ejzenstejn
quanto riattivare una domanda generale sulla nostra attuale capacit&agrave; di
trasformazione collettiva e di emancipazione sociale. </p>
<p>Dopo il
fallimento delle utopie moderniste e dopo la crisi del presente neo-liberista e
globalizzato, la mostra cerca di mettere a fuoco la divergenza contemporanea
tra urgenza e apparente impossibilt&agrave; della trasformazione, attraverso la lente
dell&rsquo;arte. &rdquo;Ottobre&rdquo; &egrave; in sostanza una mostra sulla storia ma anche sulla
possibilit&agrave; di una fuoriuscita da essa. </p>  <img class="group" src="assets/images/ottobre/invito_retro.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 09:12:10 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/october.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>John Hilliard</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/duplicate-of-john-hilliard.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Dopo la mostra di fotografie
a quattro mani con Jemima Stehli, la galleria Artra&nbsp; presenta la prima esposizione personale di
JOHN HILLIARD (Lancaster, 1945.&nbsp; Vive e
lavora a Londra). La mostra propone una selezione di fotografie appartenenti
alla pi&ugrave; recente produzione. Hilliard, esponente dell'arte
concettuale inglese, ci consegna nei suoi scatti un'idea di fotografia che
narra la sua specificit&agrave; in quanto mezzo, la sua funzione rappresentativa e il
suo rapporto con altri dispositivi visuali come la pittura.</p>  <img class="group" src="assets/images/hilliard/LIBRO_IN_PROSPETTIVA_copy.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:21:17 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/duplicate-of-john-hilliard.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Anne Zeitz</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/anne-zeitz.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Anne Zeitz (Berlino,1980),
per la sua prima personale alla galleria ARTRA, presenta l'installazione video <em>Bienvenue &agrave; Val d'Europe</em> che ha come
oggetto d'indagine lo spazio urbano di Marne-la-Vall&eacute;e, paese satellite di
Parigi che ospita il parco divertimenti Eurodisney.</p>
<p>Le sequenze video
dell'intervento hanno come protagonisti gli abitanti dei villaggi nati dalla
attivit&agrave; edilizia di Disneyland Resort Paris, societ&agrave; del Gruppo Euro Disney,
che intorno al parco del divertimento ha costruito un nuovo quartiere il cui modello
abitativo &egrave; quello del WaltDisney World Resort in Florida.</p>  <img class="group" src="assets/images/zietz/phThumb_generated_thumbnailjpg.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 08:36:18 -0700</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/anne-zeitz.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Jemima Stehli / John Hilliard</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/jemima-stehli-john-hilliard.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Dopo la prima personale italiana di tre anni fa, Jemima Stehli ritorna negli spazi della Galleria Artra di Milano e di Genova, in coppia con un protagonista d&rsquo;eccezione della Brit Wave anni &rsquo;60 come John Hilliard.<br />Vero e proprio gioco di specchi, in senso metaforico e letterale, la mostra non mette in scena una doppia personale ma un sottile e raffinato unico evento. Da sempre soggetto ed oggetto delle proprie opere, l&rsquo;artista londinese Jemima Stehli (classe 1961) &egrave; giunta a notoriet&agrave; con lavori fotografici come Streptease, in cui eseguiva uno spogliarello di fronte ad uno spettatore (critico, collezionista o curatore), per poi approdare ad ambigui autoritratti in cui il proprio corpo nudo posa di fronte allo specchio: a volte fissato con sguardo da voyeur, altre con lucido distacco, altre ancora ripreso accovacciato, in preda a contrazioni e piegato su se stesso.</p>  <img class="group" src="assets/images/stehlihilliard/15.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:26:54 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/jemima-stehli-john-hilliard.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Frame Store</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/frame-store.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Frame: fermo immagine, attimo congelato, perdurare di un istante irripetibile, un atomo del dovunque, nel tempo e nello spazio. E ad incarnare, o meglio, disincarnare questo dovunque, niente si presta, oggi, meglio della Rete. <br />Nelle sue esplorazioni attraverso i meandri di Second Life, Gianluca Capozzi intercetta frammenti di storie e le ricombina in un puzzle di schegge visive: cos&igrave; facendo, egli tritura l&rsquo;attimo e lo converte in un&rsquo;immagine che esplode e prolifera dall&rsquo;interno, svelando inediti orizzonti di senso. Alla monotonia dei pixel si sostituisce l&rsquo;imprevedibilit&agrave; di pennellate che dissociano l&rsquo;ordine del discorso e spiazzano le aspettative di significato.</p>  <img class="group" src="assets/images/vr-capozzi.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:44:59 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/frame-store.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>For a completely different climate</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/for-a-completely-different-climate.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Con il titolo <em>For A Completely Different Climate</em>, luned&igrave; 15 dicembre si apre l&rsquo;ampia personale di Oliver Ressler presso la galleria ARTRA di Milano. A distanza di tre anni dalla sua prima mostra italiana, l&rsquo;artista viennese ritorna ora con un progetto completamente inedito sulle sorti del nostro pianeta, proprio nei giorni in cui l&rsquo;Europa &egrave; chiamata a prendere la sua decisione sul riscaldamento globale.</p>
<p>Reduce dalla Biennale di Taipei 2008 dove non figurava solo come artista ma anche come curatore della sezione &ldquo;A World Where Many Worlds Fit&rdquo;, Oliver Ressler &egrave; riconosciuto internazionalmente per le sue partecipazioni alla Biennale di Siviglia 2006, alla Biennale di Mosca 2007, a quella del Baltico e presso il Berkeley Art Museum, il Massachusetts Museum of Contemporary Art, oltre che per il suo progetto itinerante <em>Alternative Economics, Alternatives Societies</em> (2003-2008) in ventuno tappe, tra cui figurano Madrid, Istanbul, Ljubljana, L&uuml;neburg, Belgrado.</p>  <img class="group" src="assets/images/ressler/Lightbox_Rebel_Raft_RegattaLOWRES.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 06:39:17 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/for-a-completely-different-climate.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Hell is a place where memory is dead</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/hell-is-a-place-where-memory-is-dead.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Luned&igrave; 21 settembre la Galleria Artra e PLAY_platform for film &amp; video inaugurano la mostra personale dell&rsquo;artista spagnolo Alejandro Vidal. Con il progetto espositivo Hell is a place where memory is dead Vidal torna di nuovo presso gli spazi della galleria milanese dopo la mostra Un tiro a todos los diablos che, nel 2004, lo ha reso noto al pubblico italiano. Con questa mostra la galleria Artra inizia una collaborazione con PLAY che, dopo anni di attivit&agrave; a Berlino, ha ora sede a Lugano.</p>  <img class="group" src="assets/images/vidal/A-song-before-sunset.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 07:34:01 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/hell-is-a-place-where-memory-is-dead.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Claudio Olivieri</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/claudio-olivieri-mostra.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Luned&igrave; 2 febbraio 2009 la galleria ARTRA di Milano inaugura
un&rsquo;ampia personale di Claudio Olivieri.</p>
<p>In un percorso articolato ed esaustivo l&rsquo;artista raccoglie
dipinti di grande formato eseguiti tra il 2005 e il 2009 che permettono di
comprendere appieno i tratti distintivi della sua ultima ricerca accanto a
un&rsquo;opera mai esposta prima eseguita nel 1974.</p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/vr-olivieri.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 02:27:40 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/claudio-olivieri-mostra.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Billionaires</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/billionaires.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>Con Billionaires, giovedi' 28 maggio si apre la seconda mostra personale
del giovane artista Angelo Sarleti presso la Galleria ARTRA di Milano.
A distanza di tre anni dalla sua prima mostra personale, l'artista
ritorna ora con un progetto ambizioso. Se oggi la potenza economica che
trascina l'occidente avesse un nome e volesse essere celebrata come nel
Rinascimento, da scene di battaglie, con canti su gesta eroiche, oggi
questo modo di rappresentarla potrebbe riconoscersi nei -ritratti
infografici-- dipinti ad olio da Angelo Sarleti.</p>  <img class="group" src="assets/images/sarleti/billionaires1.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:28:07 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/billionaires.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> <item>  
	<title>Azioni molto semplici senza uno scopo preciso</title>  
	<link>http://www.artragallery.com/azioni-molto-semplici-senza-uno-scopo-preciso.html</link>  
	<description><![CDATA[ <p>&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; left: -10000px; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Con il titolo Azioni molto semplici senza uno &nbsp;scopo preciso, luned&igrave; 30 marzo 2009 si apre, presso la galleria ARTRA &nbsp;di Milano, una mostra che presenta un ampio spaccato di artisti che vivono e operano in un&rsquo;area geografica compresa tra il Nord Est Europa e la Slovenia. La mostra a cura di Viktor Misiano riflette sul problema dell&rsquo;agire umano e ne presenta l&rsquo;aspetto pi&ugrave; analitico e meno narrativo.&nbsp;</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; left: -10000px; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Artisti invitati:</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; left: -10000px; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Yuri Albert, Nikita Alekseev, Meher Azatian, Babi Badalov, Pavel Braila, Sergei Bratkov,Ulan Djaparov, Hamlet Hovsepyan, Vadim Fishkin, Vadim Flyagin (Nuovi Tonti), Eva Kotatkova, Ji?&iacute; Kovanda, &nbsp;Dominik Lang, Juozas Laivys, Yuri Leiderman, Dmitry Prigov (con la collaborazione di Iraida Yusupova&amp;Alexander Dolgiin), Koka Ramishvili, Stanislav Shuripa, Lena&amp;Victor Vorobyev</div>
<p>Con il titolo Azioni molto semplici senza uno &nbsp;scopo preciso, luned&igrave; 30 marzo 2009 si apre, presso la galleria ARTRA &nbsp;di Milano, una mostra che presenta un ampio spaccato di artisti che vivono e operano in un&rsquo;area geografica compresa tra il Nord Est Europa e la Slovenia. La mostra a cura di Viktor Misiano riflette sul problema dell&rsquo;agire umano e ne presenta l&rsquo;aspetto pi&ugrave; analitico e meno narrativo.&nbsp;</p>
<p>Artisti invitati:</p>
<p>Yuri Albert, Nikita Alekseev, Meher Azatian, Babi Badalov, Pavel Braila, Sergei Bratkov,Ulan Djaparov, Hamlet Hovsepyan, Vadim Fishkin, Vadim Flyagin (Nuovi Tonti), Eva Kotatkova, Ji?&iacute; Kovanda, &nbsp;Dominik Lang, Juozas Laivys, Yuri Leiderman, Dmitry Prigov (con la collaborazione di Iraida Yusupova&amp;Alexander Dolgiin), Koka Ramishvili, Stanislav Shuripa, Lena&amp;Victor Vorobyev</p>
<p>&nbsp;</p>  <img class="group" src="assets/images/azioni/img_4683.jpg" alt="image" width="250" />]]></description>
	<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 09:21:12 -0600</pubDate>  
	<guid>http://www.artragallery.com/azioni-molto-semplici-senza-uno-scopo-preciso.html</guid>  
	<dc:creator>ARTRA - Arte Contemporanea Milano</dc:creator>  
	 
</item> 	</channel>
</rss>