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Jaan Toomik


Jaan Toomik
Run

a cura di marco scotini

La Galleria Artra è lieta di annunciare l’apertura della nuova stagione espositiva con la mostra RUN di Jaan Toomik, prima retrospettiva italiana del più importante artista estone, prodotta in collaborazione con il Centro per le Arti Contemporanee dell’Estonia di Tallin. Presente in Italia in più occasioni, dalla Biennale di Venezia del 2003 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2003 e 2008), dalla mostra Istant Europe a Villa Manin fino a Progressive Nostalgia al Museo Pecci, Jaan Toomik torna in Italia con una mostra interamente dedicata a molti anni del suo lavoro.

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Nell’ultimo video RUN (2011), che dà il titolo all’esposizione milanese, qualcosa di opposto al lavoro che lo ha reso noto nel ’95, Dancing Home, sembra accadere. Quello che là era un rumore di fondo, a frequenze basse e continuo, del motore di una nave sulle rotte del mar baltico qui è ridotto al silenzio totale di un aerodromo vuoto e abbandonato. In questa sorta di cavea teatrale non c’è più alcuna danza rituale che possa sintonizzarsi con l’associazione tra il rumore e il ritmo cardiaco che lì veniva ad istaurarsi. C’è piuttosto un’eco sorda di piedi che prima battono a terra, poi di passi che, da un momento all’altro, tendono ad accelerarsi in una corsa per poi smorzarsi nell’interno del canale buio di un hangar: in modo brusco, quasi fosse il preludio di un

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Dopo aver partecipato alla collettiva "Ottobre" del 2007 presso Artra, Jaan Toomik (1961) sarà presente ora con un’ampia esposizione che, raccogliendo video, film e opere su tela a partire dal 1995, intende proporre il suo percorso artistico in maniera esaustiva al pubblico italiano. La mostraRUN, che prende il titolo dal suo ultimo video del 2011, vuole concentrare la propria attenzione sulla biografia personale di Jaan Toomik come momento della costruzione di una soggettività post-socialista e, più ampiamente, precaria, plurale e contemporanea.

Contrariamente alle letture che hanno riproposto un rapporto antagonistico tra storia e naturalismo o quelle che si sono concentrate sullo psicologismo, tutto il lavoro di Toomik ci pare rivolto ad affermare un’arte della presenzacome dimensione non tanto esistenziale quanto politico-sociale. Il carattere performativo (sempre esibito in prima persona) è al centro dell’opera di Toomik ma ciò che esso mette in scena non è mai un’identità (che è sempre declinata), né un’appartenenza (mai realizzata). C’è in Toomik una sorta di vita naturale, antropogenetica, che è restituita al centro della polis: una forma di vita transindividuale, fisica, enigmatica e comune. La sua opera 15-31 Maggio 1992 (con referenza alla Merda d’artista di Manzoni) è, in questo senso, una radicale anticipazione del suo lavoro recente.

Toomik mette sempre in scena un teatro di atti unici, senza scopo apparente e senza prodotto: una gestualità allo stato puro, come esibizione di un’impossibilità di parlare. Ripetuti e singolari allo stesso tempo, i gesti espongono una corporeità comune al qui e ora determinato dell’azione: frustrata dalle restrizioni fisiche, nuda, atletica. C’è sempre una coreografia specifica, un ambiente differente (il mare ghiacciato, una cascata, l’interno di una piscina) che la comprende, una voce o una traccia sonora che attiva il carattere potenziale del gesto o lo arresta, lo sospende. Questa oscillazione tra fissità e movimento, tra tela e fotogramma, tra  è al cuore dell’intero suo lavoro. Al grande gesto dell’ideologia socialista Jaan Toomik risponde con l’essere qualunque dell’istante.

I 50 secondi del video Jaan del 2001 sono un esempio fondamentale di questo stato del tempo così come lo è il suo straordinario film di fiction Oleg(2010) attorno al quale ruota la mostra.

Nell’ultimo video RUN (2011), che dà il titolo all’esposizione milanese, qualcosa di opposto al lavoro che lo ha reso noto nel ’95, Dancing Home, sembra accadere. Quello che là era un rumore di fondo, a frequenze basse e continuo, del motore di una nave sulle rotte del mar baltico qui è ridotto al silenzio totale di un aerodromo vuoto e abbandonato. In questa sorta di cavea teatrale non c’è più alcuna danza rituale che possa sintonizzarsi con l’associazione tra il rumore e il ritmo cardiaco che lì veniva ad istaurarsi. C’è piuttosto un’eco sorda di piedi che prima battono a terra, poi di passi che, da un momento all’altro, tendono ad accelerarsi in una corsa per poi smorzarsi nell’interno del canale buio di un hangar: in modo brusco, quasi fosse il preludio di una fine.

 

_ english text

Artra Gallery is pleased to announce the opening of the new season with the exhibition RUN by Jaan Toomik (1961), the first Italian retrospective of this foremost Estonian artist, produced in collaboration with the Estonian Centre for Contemporary Arts in Tallinn. Jaan Toomik's work has been exhibited in Italy on several earlier occasions: Venice Biennale 2003, Sandretto Re Rebaudengo Foundation (2003 and 2008), Instant Europe at the Villa Manin and Progressive Nostalgia at the Pecci Museum. Toomik now returns to Italy with an exhibition entirely devoted to his many years of work.

Toomik took part in the collective exhibition October held at Artra in 2007, but on show this time is a wide range of works from 1995 to the present day, which include film, video and works on canvas, providing the Italian public with a comprehensive overview of Toomik's artistic career to date. The exhibition RUN, which is also the title of Toomik's most recent video from 2011, focuses on the artist's own personal biography as a moment of the construction of a post-socialist subjectivity or, more broadly, of a precarious, multiple and contemporary subjectivity.

Contrary to interpretations that have proposed an antagonistic relationship between history and naturalism, or those that have focused on psychologism, all of Toomik's work seems to be directed towards affirming an “art of presence” as a dimension that is not so much existential as political and social. The performative approach is central to the work (and always carried out by Toomik himself), but what it depicts is never an identity (which is always declined), nor a form of belonging (never fulfilled). There is in Toomik a natural, anthropogenic, sort of life, which is restored to the centre of the polis: a transindividual, physical form of life, both enigmatic and common. The work 15-31 May 1992 (which refers to Manzoni's Artist's Shit) is, in this sense, a radical anticipation of his recent work.

Toomik always stages one-acters, with no apparent purpose or product: a gestuality in its pure state as the demonstration of an inability to speak. Repeated yet at the same time unique, the gestures display a corporeity common to the here and now determined by the action: frustrated by physical restrictions, naked and athletic. There is always a specific choreography, with a different environment (the frozen sea, a waterfall, the inside of a swimming pool) to encompass it, and a voice or sound track that triggers the potential nature of the gesture or stops or suspends it. This oscillation between stillness and motion, between canvas and still frame, is at the core of his entire work. Jaan Toomik responds to the grand gesture of socialist ideology by being “whatever” in any given moment.

The 50 seconds of video Jaan from 2001 are a prime example of this condition of time, as is his extraordinary fiction film Oleg (2010), which provides the pivot for the exhibition.

In the latest video RUN (2011), which provides the title for this current Milan exhibition, something seems to occur in opposition to the work Dancing Home, which brought Toomik fame in 1995. The continuous, low frequency noise in Dancing Home – the engine of a ship on the Baltic Sea – has been reduced in RUN to the silence of an empty and abandoned aerodrome. In this kind of theatrical arena there is no longer any ritual dance that is able to adapt to the association between noise and the rhythmic heartbeat that establishes itself there. Instead, there is a dull echo of feet that at first beat the ground, then of steps, which from one moment to the next tend to accelerate into a run, only to fade away in the interior of the dark tunnel of a hangar: brusquely, almost like the prelude to an end.

The exhibition opens on Monday, 29 October 2012 at 18:30

Galleria Artra is open Tuesday to Saturday 11:00 / 13:00; 15:00 / 19:00

 

Jaan Toomik

Born in 1961 in Tartu, Estonia, Toomik lives and works in Tallinn where he teaches at the Estonian Academy of Arts. One of the most well known artists in the Estonian and international art scene, he has participated in numerous solo and group exhibitions in galleries, museums and institutions, among them: Ostalgia, New Museum, New York (2011), Rencontres Internationales, Centre Pompidou, Paris (2010), Gender Check, MUMOK, Vienna (2009), YouPrison, Sandretto Re Rebaudengo Foundation, Turin (2008), Progressive Nostalgia, Prato (2007), 4th Berlin Biennale (2006), Instant Europe, Villa Manin and Dream Island, Riga (2004), Now What, BAK, Utrecht, 50th Venice Biennale, Sandretto Re Rebandengo Foundation Turin (2003), L'autre moitie de l'Europe, Galerie nationale du Jeu de Paume, Paris (2000), After the Wall, Moderna Museet, Stockholm, Ludwig Museum, Budapest, Hamburger Bahnhof, Berlin (1999-2000), 47th Venice Biennale, Site Santa Fe Biennial (1997), Manifesta 1, Rotterdam (1996), 22nd International of São Paulo (1994).

 

29 ottobre - 13 gennaio 2013

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